“I 192.907 euro stanziati dal ministero dell'Interno per il recupero e risanamento dell'area degradata fra l'autostrada e la ferrovia nel comune di Sesto san Giovanni, attualmente occupata abusivamente da una baraccopoli di Rom, testimoniano l'attenzione del Governo verso il nostro territorio. Ci faremo garanti che questi soldi vengano effettivamente spesi per il fine per il quale sono stati erogati e non per “altro” ”. Lo afferma il segretario provinciale e deputato della Lega Nord, Marco Rondini. “Il nostro movimento – promette – vigilerà sull'azione dell'amministrazione comunale. Non vorremmo infatti – continua il parlamentare del Carroccio – che la giunta di centrosinistra prenda la palla al balzo per togliersi dall'impiccio di trovare una soluzione alla questione moschea. Sappiamo infatti – ricorda – che l'attuale centro islamico in via Tasso ha ricevuto lo sfratto ed entro un anno deve abbandonare i locali nei quali si trova. Per la nuova moschea è stata ventilata l'ipotesi di via Manin, dove attualmente si trova il deposito della Croce Rossa. Una soluzione che però contempla tempi abbastanza lunghi, non meno di un paio d'anni. In attesa, voci di corridoio, sostengono che potrebbe essere allestita una tensostruttura temporanea per poter ospitare la comunità musulmana. Non vorremmo quindi – conclude Rondini - che liberata l'area del Restellone grazie all'intervento del ministro Maroni, la si destini ad un simile uso. Speriamo davvero che si tratti di voci prive di fondamento e invitiamo sindaco e giunta a rassicurare la cittadinanza in tal senso”.
Sul fronte della sicurezza a Sesto San Giovanni interviene anche l’assessore alla Sicurezza, Polizia Provinciale e Protezione civile della Provincia di Milano Stefano Bolognini – capodelegazione della Lega Nord in giunta – che chiede l’intervento dei militari a presidio delle zone più pericolose della città. “Sostengo pienamente – dichiara Bolognini – la necessità della presenza dell’esercito in città, soprattutto nell’area della stazione, in particolare dopo gli ultimi gravi fatti di violenza, come lo stupro a Cascina Gatti. Scriverò oggi stesso al prefetto e al ministro della Difesa – prosegue affinché predispongano l’intervento dei militari a Sesto San Giovanni. I cittadini non chiedono altro, lo conferma la raccolta di firme che tempo fa ha visto centinaia di adesioni in poche ore. Del resto il presidio dei militari è un esperimento già avviato a Monza dove ha riscontrato grande consenso della popolazione”.