Ragazzo ucciso da vigile Milano, agente indagato per eccesso colposo di legittima difesa
Notizia pubblicata martedì, 14 febbraio, 2012 alle 10:11
Ragazzo ucciso da vigile Milano, agente indagato per eccesso colposo di legittima difesa
Alessandro Amigoni ha sparato dopo che uno dei due malviventi ha estratto la pistola; il proiettile però non ha colpito l’aggressore, bensì il suo complice disarmato. Secondo la ricostruzione di quei concitati momenti in via Crescenzago svoltisi ieri, attorno alle 15, il ragazzo ucciso dal vigile sarebbe stato disarmato.
Un incidente: a sguainare la pistola sarebbe stato l’amico ma, purtroppo, alla risposta dell’agente della Polizia locale il proiettile esploso ha colpito il complice, Marcello Valentino Gomez Cortes, 29 anni a settembre, cileno, già espulso e pregiudicato.
Ora il vigile, Alessandro Amigoni, 36 anni, alle spalle 4 anni e mezzo di servizio operativo e ultimamente impegnato nel servizio di antiabusivismo e contraffazione, è stato indagato per eccesso colposo di legittima difesa anche se, l‘ipotesi per il momento formulata, potrà essere modificata una volta che ricostruita la dinamica della sparatoria.
L’uomo, interrogato dal PM Roberto Pellicano, ha spiegato che l’addestramento ricevuto ha insegnato a sparare solo per reale necessità; al termine dell’interrogatorio, però, il magistrato ha deciso di indagarlo.
L’evento sembra essere il culmine di un periodo segnato da violenze particolarmente efferate compiute sul territorio milanese, a partire dall’uccisone del vigile Niccolò Savarino compiuta dal nomade Remi Nicolic, Alias Goico Jovanovic, allo scippo e la conseguente entrata in coma della manager Alessandra Gabaldini, passando per rapine a persone, a commercianti, aggressioni di gang latine che si spartiscono le zone cittadine a colpi di mannaia e quant’altro.
In questo senso, la voce che si leva è quella dell’assessore provinciale alla Sicurezza, Stefano Bolognini, che fa appello ad un intervento diretto del prefetto Gian Valerio Lombardi.
L’assessore del carroccio chiede «una riunione urgente del comitato provinciale per l’ordine pubblico, per verificare lo stato della sicurezza a Milano”, e porta sul tavolo le scelte azzardate del sindaco Pisapia in tema di sicurezza, come il ritiro dei militari dalle strade e l’interruzione degli sgomberi dei campi nomadi.
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