Il movimento dei Residenti No Charge che raccoglie al momento circa 2000 persone (in continua crescita) che risiedono nella cerchia dei Bastioni, e quindi nella così detta Area C di Milano, ha presentato questo lunedì ricorso al T.A.R. della Lombardia contro il provvedimento voluto dalla giunta comunale per limitare la congestione di traffico e inquinamento del centro cittadino.
Come noto il movimento, che al contrario di diverse iniziative pure in corso in questi giorni non ha alcuna connotazione politica ma è solamente finalizzato a raccogliere il punto di vista del più ampio numero possibile di residenti e a difenderne i diritti elementari, ha espresso da tempo all’Amministrazione Comunale, nelle persone dell’Assessorato alla Mobilità e all’Ambiente e dei rappresentanti del consiglio di Zona 1, le ragioni della contrarietà al provvedimento.
Ciò che viene soprattutto contestato è il fatto che chi risiede in centro debba pagare per rientrare a casa propria in auto, dopo averla utilizzata per uscire dalla cerchia per motivi di lavoro o altre necessità. Questo aspetto, che è legato alle modalità tecniche con cui la giunta ha deciso di delimitare e controllare l’area (controlli ai varchi di accesso attraverso un sistema di telecamere), porta ad una limitazione della libertà di chi abita nella cerchia e soprattutto ad una discriminazione rispetto a tutti gli altri cittadini.
Il sistema che ne risulta, oltretutto - per quello che riguarda i residenti del centro - è assolutamente inefficace rispetto allo stesso obiettivo del provvedimento, dato che gli stessi sarebbero liberi di prendere la propria macchina e di girare per ore a proprio piacimento nella cerchia senza alcuna sanzione né aggravio, pur di non passare i varchi.
Preso atto del diniego da parte dell’Amministrazione Comunale a recepire le ragioni di principio presentate dal movimento - i possibili eventuali interventi correttivi, a cui è stato fatto in qualche modo cenno, quali riduzione dell’orario e determinazione di un tetto di spesa massimo, non indirizzano il tema posto – non è rimasta altra scelta che presentare ricorso alle sedi competenti.
È stato quindi dato mandato allo Studio LegalMente di Milano, via Massena n. 17, che, con il partner avv. Giuseppe C.Salerno (esperto amministrativista), rappresenterà i 155 cittadini residenti del centro che hanno aderito al ricorso, più i numerosi altri che è probabile che si aggiungano attraverso la presentazione di un successivo ricorso “ad adiuvandum”.
Il ricorso presentato pone una serie di censure, sia di forma che di sostanza, puntando l’indice, tra le altre cose, sull’idoneità del provvedimento rispetto agli obiettivi di riduzione dell’inquinamento e sull’illogicità con cui lo stesso si applica ai residenti, colpendoli su aspetti che nulla hanno a che vedere con la riduzione di traffico nell’area C. Ma si basa anche su una serie di altri motivi che spaziano da temi di competenza amministrativa ad aspetti di legalità, fino a rimarcare il fatto che, in assenza di un raccordo con un piano urbano del traffico che affronti in maniera completa ed esaustiva tutti i temi legati alla mobilità, manca un quadro organico che garantisca ai cittadini l’effettiva efficacia dei provvedimenti
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