Detenuta evasa dall'ICAM: Pagani (Lega): i figli non siano lo scudo per delinquere
20/01/12 12:04
NOI ABBIAMO IL DOVERE DI TUTELARE I MINORI, MA I CITTADINI DEVO ESSERE TUTELATI DAI DELINQUENTI”
Milano, 20 gennaio 2012. L’evasione della detenuta sedicente argentina dall’Istituto a custodia attenuata per madri detenute di viale Piceno non mette né in crisi né in dubbio l’impegno della Provincia di Milano a sostegno di chi viene privato della libertà o di chi vi lavora.
“Solo nel 2011 la Provincia ha investito 70 mila euro per sostenere l’Icam – spiega Massimo Pagani, assessore provinciale alle Politiche sociali – facendosi carico, nonostante le note difficoltà economiche, dei costi della struttura e di interventi formativi per il coordinamento educativo degli operatori che vi lavorano . Il fatto che Icam sia di fatto ancora oggi un unicum a livello nazionale, testimonia non solo l’impegno dell’ente ma anche le oggettive difficoltà di altri a replicare il modello. Il dramma dei bambini costretti a vivere dietro le sbarre insieme alle madri è un problema che abbiamo ben presente: Icam non è il solo intervento della Provincia, potendo noi vantare anche l’asilo realizzato all’interno del carcere di Opera e la ludoteca finanziata in quello di Bollate. I bambini, che siano figli di carcerati o di guardie carcerarie, per la Provincia di Milano hanno priorità assoluta. Ma attenzione a non trasformarli nello scudo per delinquere e tornare a piede libero: la madre evasa martedì aveva precedenti e diverse false identità, e nonostante il figlio piccolo non si è fatta scrupoli. La detenzione domiciliare, certo, potrebbe essere una mano tesa verso i bambini – conclude Pagani – Ma educherebbe alla legalità o ridurrebbe i rischi di evasione o recidiva? Cosa avrebbe comportato la detenzione domiciliare per un soggetto come quello evaso da Icam?”.
Lo scorso Giugno la Provincia di Milano ha inaugurato il nido all’interno del carcere di Opera, altro unicum in Italia, contribuendo con 130.000 euro a cui si sono aggiunti ulteriori 37.000 euro per finanziare il progetto “Genitori sempre” che ha come obiettivo quello di garantire la tutela del rapporto tra detenuti condannati e figli attraverso incontri in carcere alla presenza di operatori qualificati.
A fine 2010, inoltre, la Provincia aveva destinato 86 mila euro per garantire il rapporto tra genitori e figli anche tra le mura carcerarie di Bollate.
“Anche in questo caso – conclude Pagani – non posso non dichiarare la mia vicinanza alle guardie che operano spesso in condizioni limite e che, nello specifico, non hanno alcuna responsabilità per quanto avvenuto. L’episodio ci ricorda, però, che anche l’Icam è un carcere e chi vi è detenuto non lo è certo senza motivo. Noi abbiamo il dovere di tutelare i minori ma anche i cittadini hanno il diritto di essere tutelati dai delinquenti. Di questo parlerò lunedì con Luigi Pagano, provveditore alle carceri, con cui si lavora sempre in perfetta sintonia”.
