Area C, si estendono le proteste. Salvini: lo smog non è calato
18/01/12 10:45
Area C diventa il principale tema di dibattito a Milano e gli animi iniziano ad infuocarsi intorno ad una tassa ritenuta da molti iniqua. Il clima si è tanto esacerbato che i Carabinieri di San Donato hanno intercettato lunedì sera una lettera di minacce destinata al sindaco Giuliano Pisapia. La lettera, bloccata nel centro di smistamento di Peschiera Borromeo, conteneva un bossolo senza ogiva e un testo scritto a mano in cui un anonimo minacciava il primo cittadino per l’introduzione del provvedimento dell’area C, chiedendo una libera circolazione in città.
Solidarietà al sindaco è stata espressa da tutte le forze politiche mentre le polemiche sono continuate anche nel secondo giorno di applicazione del dazio per entrare nel centro storico. Secondo Matteo Salvini “la violenza e le minacce sono inaccettabili. La risposta migliore contro Area C sarà il mare di firme per il referendum che raccoglieremo in piazza Duomo domenica mattina: come i dati dimostrano, lo smog non è calato e il comune pensa solo a far soldi”.
Sulla stessa linea l’ex vicesindaco Riccardo De Corato: “Se il buon giorno si vede dal mattino, allora possiamo stare freschi, Maran dalle 8.30 di lunedì continua a sfornare dati sul traffico in diminuzione nell’Area C, puntualmente arrivano i dati ARPA e puntualmente viene dimostrato che il traffico diminuito del 33% non ha portato nessun beneficio all’aria, anzi le centraline dell’ARPA hanno registrato tutte valori di PM10 doppie rispetto alla soglia consentita di 50 mg/mc”.
Intanto però le proteste contro la nuova tassa proseguono. Ieri davanti a Palazzo Marino è durata oltre 6 ore la protesta di Rossella Moretto, residente in centro. La donna, 50 anni, agente di commercio, abitante in zona Moscova, si è incatenata alle 7.30 alla sede del Comune, Ma dopo commercianti e medici ora anche i poliziotti annunciano battaglia: “Appare penalizzante e discriminante il divieto alle autovetture a gasolio Euro 3, che di fatto rende problematico giungere sul luogo di lavoro o far rientro presso le abitazioni a numerosissimi appartenenti alle forze dell’ordine che svolgono il proprio servizio in orari in cui la maggior parte degli altri cittadini/lavoratori termina la giornata lavorativa. A sollevare la questione è Mauro Guaetta, segretario Siulp Milano.
