(OMNIMILANO) Milano, 04 GEN - Vendere quote di A2A a 0,76 euro ad azione, ovvero “al minino storico degli ultimi 10 anni” è “una follia” a meno che “si voglia fare un regalo a qualcuno”. Così la Lega Nord di palazzo Marino annuncia “le barricate contro la svendita del patrimonio dei milanesi e lombardi”.
A spiegare la posizione del Carroccio rispetto all’eventualità di una riduzione della partecipazione del Comune in A2A è stato il capogruppo Matteo Salvini e il consigliere comunale Alessandro Morelli, questo pomeriggio davanti alla sede della multiutility dell’energia in corso di Porta Vittoria. “Vendere nel 2012 – dice Salvini – è un’assoluta follia, visto che le azioni sono a 0,76 euro. Valgono meno di 13 anni fa, quando nonostante l’opposizione della Lega furono collocate a 1670 lire l'una. Se allora fu una svendita, come disse la sinistra, adesso con le azioni al minimo storico lo capisce anche un tombino che si vuole fare un regalo a qualcuno”.
Per la Lega “è incredibile che l’idea di vendere un pezzo di A2A venga proprio dalla sinistra che quando ci provarono Albertini e Moratti parlò di svendita, di truffa, di ricorsi, di referendum. Una sinistra che, quando va al governo, in 6 mesi svende peggio di chiunque altro”. Chi “nel ’98 parlava di ricorsi alla magistratura e nel 2004 di ‘svendita per fare cassa’” e chi “allora faceva le barricate, oggi per coerenza stoppi Tabacci”.
Sull’ipotesi di vendita “abbiamo sentito i colleghi di Brescia”, spiega Salvini, e la posizione comune è che “si può pensare a un collocamento ma con un progetto. A2A potrebbe diventare l’Enel del Nord, ma se si perdono i pezzi che cosa si può fare? L’azienda ha compiuto i 100 anni, festeggiamo i 101 regalando un pezzo del patrimonio dei milanesi e dei lombardi?”. E se la vendita “per Tabacci è il piano ‘A’ – rimarca Morelli – speriamo che il piano ‘B’ non sia andare con gli amici degli amici, l’aggancio a qualche cooperativa o azienda emiliana come Hera. Né il piano ‘A’ né quello ‘B’ sono possibili se manca un progetto chiaro per il bene dei milanesi”.