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Famiglia tradizionale, ecco perché dobbiamo tutelarla

Martedì 14 ottobre,

in occasione della nuova seduta del Consiglio regionale del Veneto, tornerà in aula la mia mozione per l’istituzione della Festa della Famiglia tradizionale nella nostra Regione. La precedente assemblea del 18 settembre, svoltasi tra accuse e sceneggiate dell’opposizione, si era purtroppo chiusa infelicemente dopo tre votazioni andate a vuoto per mancanza del numero legale. Infatti, non sapendo come pronunciarsi sulla mia mozione, combattuti tra presunte aperture ideologiche e la vicinanza a certi ambienti cattolici, i consiglieri di minoranza hanno scelto di buttarla in burla: una posizione pilatesca, unita ad accuse di omofobia per i contenuti del documento, che ritengo offensive per tutti coloro che credono nella famiglia tradizionale, nei suoi valori e nel patrimonio che può trasmettere.
Nel mia mozione, io propongo di approvare due cose semplicissime e di buonsenso: l’istituzione della Festa della Famiglia tradizionale promossa dalla Regione del Veneto e la salvaguardia diritto di ogni famiglia di decidere il percorso scolastico adeguato all’educazione dei propri figli.
Su quest’ultimo punto vorrei focalizzarmi in particolare, poiché in moltissime scuole italiane è stato già diffuso il “Documento standard per l’educazione sessuale”, approvato dall’Organizzazione mondiale della Sanità e raccomandato dall’UNAR (Ufficio anti discriminazioni razziali del Ministero del Lavoro). In questo Documento si inseriscono linee guida da adottare già dall’asilo nido per l’educazione sessuale e l’introduzione a comportamenti sessuali discutibili come la “masturbazione infantile precoce”, il “contatto fisico come espressione d’amore”, il “diritto di esplorare le libertà di genere”. Tutti concetti che dovrebbero rientrare nel diritto-dovere di educazione da parte delle famiglie, almeno quando si tratta di bimbi in tenera età.
Solo per aver chiesto un più attento controllo su questo Documento, non da tutti i genitori condiviso, sono stata attaccata da più parti, anche da coloro che, eletti col sostegno di ambienti cattolici, ora volgono verso l’accoglienza indiscriminata di ogni forma di “famiglia”, pure di quella composta da due donne o due uomini con la pretesa di adottare dei bambini. Mi chiedo quindi: è forse una colpa lavorare nelle Istituzioni per la tutela della Famiglia tradizionale? Perché chi opera in questo senso deve sentirsi sempre in difetto o in dovere di “giocare in difesa”, invece di vedere riconosciuto il proprio diritto all’educazione dei figli secondo valori cristiani?
Da parte mia voglio comunque ribadire l’assoluta determinazione a portare avanti la mozione: sono pronta a dare battaglia nella seduta consiliare di martedì prossimo e invito tutti i miei colleghi di maggioranza e opposizione a votare il mio documento, anche in considerazione del fatto che in queste settimane ho ricevuto numerosi messaggi di sostegno da parte di cittadini e famiglie venete.
*Arianna Lazzarini
Vicecapogruppo Lega Nord in Consiglio regionale del Veneto

Tratto da lapadania.net